La Stua 1100 m – Tabià Costapiana 1337 m – Rif. Chiggiato 1911 m.

 

Dislivello: in salita 810 m, in discesa 15 m; 

Tempo di percorrenza medio: ore 2.30; comuni attraversati: Calalzo di Cadore;  

Periodo consigliato: da giugno ad ottobre; 

Cartografia: Tabacco foglio 016; 

 

Da Calalzo, ci si porta all’inizio della rotabile della Val d’Óten. Qui, ad un bivio, (vicino Bar Alpino) si prende la strada di destra, che risale a lungo la Val Vedessana fino in località “la Stua”, dove termina la strada percorribile in auto e dove si può lasciare il mezzo in uno spiazzo sterrato in prossimità del torrente Giau Strénto. Si comincia l’ escursione a sinistra su ripida mulattiera asfaltata e, a tornanti, proseguendo si incontrano i rustici tabià di Costapiana, dove la mulattiera diventa sentiero segnalato col numero 261. Il sentiero prosegue sempre nel fitto del bosco, a tratti piuttosto ripido a quota 1580 m. si incontra un capitello dedicato alla Madonna: "Fermati o passeggero e il capo china per venerare dal ciel la Gran Regina", che ricorda il passaggio del Papa Giovanni Paolo II il 19. 7. 1988. Proseguendo, poco oltre si trova la variante che raggiunge la Casera d’Aierón che bisogna lasciare in destra continuando sul sentiero che piega in sinistra salendo ripidamente. Si continua a salire su ripido ma agevole sentiero fino ad uscire dal folto della vegetazione dove il sentiero compie un largo giro sul prato sottostante al Col Negro, passando nei pressi di due vecchie baite. Si è ormai in vista del culmine, che si raggiunge con un’ultima ripida rampa che lascia intravedere la bandiera del rifugio. Si arriva in un bel prato dove a destra si trova Capanna Frescura-Rocchi, di proprietà della Sez. CAI di Calalzo (ottimo riparo dove mangiare un panino), poi, con una breve discesa, si raggiunge l’antico edificio del Rif. Chiggiato, di fronte al versante orientale dell’Antelao e con splendida vista sulla catena delle Marmaròle.