LA VIA DELL' ACQUA

Da Cison di Valmarino seguendo il corso del torrente Rujo fino al cimitero delle Penne Mozze e ritorno.

Si può lasciare l’ auto al parcheggio sotto Castelbra

ndo, attraversato  Cison fino ad arrivare alla piazza del paese (Piazza Roma) si prende la strada che sale in sinistra fino ad arrivare al ponte di sassi che attraversa il Rujo, quindi seguiamo il suo corso in leggera salita; in passato le sue acque sono state incanalate per azionare dei mulini per la follatura della lana e delle segherie a Cison.
Rimangono ancora i segni della canaletta di presa denominata “Rujiea”, che prendeva l'acqua del torrente e la portava verso i mulini, il corso della canaletta aveva una pendenza meno pronunciata rispetto il Rujo, solo in corrispondenza delle pale del mulino il salto era notevole.
Il percorso é molto suggestivo, si susseguono scorci panoramici e la costante presenza dell'acqua, incontriamo anche una serie di allestimenti artistici, che introduce un ulteriore interessante elemento al percorso, degna di nota anche la presenza di un maestoso faggio, con le radici esposte sul declivio.
Dopo circa un'ora o poco più, in leggera salita giungiamo all'area denominata “Bosco delle Penne Mozze”, un vero e proprio tempio della memoria, un sacrario, ma non di freddo marmo né di bronzo, ma di piante, ogni pianta ricorda un caduto alpino della marca Trevigiana; una piccola stele con un nome, il luogo di nascita, il reggimento d’appartenenza, data e luogo della morte.